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Panchine Giganti: una storia di valorizzazione del territorio a partire dal Piemonte

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Panchina Gigante 3 gialla Clavesana
Panchina Gigante Gialla Clavesana Nr. 3

La storia delle Panchine Giganti e del relativo progetto, il Big Bench Community Project, nasce dall’amore tra un designer americano di automobili e le Langhe. Ma che cosa ci fa un americano in Piemonte? (Sembra quasi il titolo di un film). Inoltre, dove e quante sono le grandi panchine che colorano il paesaggio piemontese ma non solo?

Lo scoprirai grazie a questo articolo: insieme scollineremo tra le pagine di una splendida storia di valorizzazione nonché promozione del territorio e delle sue eccellenze. Immagineremo di salirci sopra e di rivivere tutte quelle magiche emozioni provate dallo stesso ideatore del progetto e condivise con la community di panchinisti. Io sono pronta e tu?

Panchine Giganti: il design di Chris Bangle lascia il segno

Cristina Bertolino con Chris Bangle, fondatore del progetto Panchine Giganti

Il progetto delle Panchine Giganti prende vita dai disegni di Chris Bangle. L’idea nasce per esaudire il desiderio della moglie Catherine: un’installazione fuori scala nella vigna della loro casa a Clavesana, da cui ammirare il meraviglioso panorama circostante. Così, Chris dà forma alla stravagante richiesta della moglie, disegnando la classica panchina dei parchi e dei giardini ma in versione gigante.

Per la sua realizzazione, il designer chiede aiuto a Francesco Ferrero, suo vicino e saldatore esperto. Come materiali, riciclano gli assi in legno dei vecchi ponteggi di casa Bangle e dei tubi di ferro. A quattro mani costruiscono la prima panchina gigante alta circa 2 metri e larga 4. È di colore rosso, con le iniziali della coppia Bangle incise sullo schienale.

È l’anno 2010 e da quel momento l’opera attira la curiosità degli abitanti della zona e dei clienti del designer. Questi ultimi vengono infatti a fargli visita nell’abitazione che ospita anche Chris Bangle Associates, lo studio di consulenza, design management e design di qualunque oggetto possa essere “designato”, auto comprese.

Prima della Panchine Giganti: design a tutto motore e amore per l’Italia

Fiat Coupé
Photo credits: Rudolf Stricker

Proprio le automobili sono i primi prodotti concepiti dalla mente di Chris Bangle durante la sua brillante carriera. Tutto inizia dopo gli studi all’università del Wisconsin e all’Art Center College of Design di Pasadena (California). Nel 1981 entra prima in Opel, per poi passare in Fiat e Alfa Romeo. Qui nel 1985 diventa capo designer esterni e, successivamente, responsabile del centro stile. Raggiunge la fama internazionale grazie alla realizzazione di modelli iconici come la Fiat Coupé e l’Alfa Romeo 145.

Questa esperienza professionale gli permette di conoscere il Piemonte e, in modo particolare, Torino dove si trasferisce. Lascia la capitale sabauda nel 1992 per lavorare come capo designer in BMW fino al 2009, quando si dimette per intraprendere il percorso di designer indipendente. È a questo punto che Chris decide di stabilirsi in campagna, o meglio nelle colline langarole.

casa di Chris Bangle inventore Panchine Giganti immersa tra le colline delle Langhe
La casa di Chris Bangle a Clavesana immersa nelle colline delle Langhe

In particolare, è alla ricerca di un casolare storico da ristrutturare, da adibire ad abitazione e a studio, con una vista panoramica, non troppo distante dall’autostrada e dall’aeroporto. Dopo un lungo peregrinare di agenzia in agenzia, nelle zone meno note della Langa, tra Carrù e Clavesana, Chris e Catherine si rivolgono a un geometra locale. Ed è proprio lui ad accompagnarli di fronte a una cascina in rovina in Borgata Gorrea a Clavesana. Qui la coppia trova tutto ciò che stava cercando da tempo: un luogo dove liberare il proprio genio creativo, da plasmare, modulare, sconvolgere e adattare secondo le proprie esigenze, con tanto di fienile e vigna a pochi passi.

La nascita del Big Bench Community Project

La Panchina Gigante n. 1 nella vigna di casa Bangle si rivela un successo tanto clamoroso quanto inaspettato. Alcune persone iniziano a mettersi in contatto con il designer. Vogliono anche loro una panchina gigante da cui godere di un punto di vista diverso, privilegiato e per riscoprirsi bambini, se vogliamo fare eco alla targa incastonata sulla panchina rossa:

S’i t’è dabsògn
ëd tiré un pò ël fià…
set-te sì ënsima e…
it sentirè torna masnà
Se hai bisogno
di tirare un po’ il fiato…
siediti qui sopra e…
ti sentirai tornare bambino

A quel punto Chris Bangle decide di mettere a disposizione gratuitamente i propri disegni, ma a una serie di condizioni contemplate in un progetto senza scopo di lucro. Nasce così il Big Bench Community Project che presto diventerà una fondazione, grazie al successo di una campagna di crowdfunding, terminata il 6 agosto 2021. Questa iniziativa permette ai lui e ai suoi collaboratori di garantire il rispetto sia dei valori che degli standard qualitativi di ogni opera costruita. All’interno del sito dedicato al Big Bench Community Project, puoi proporre una location che ospiti una Panchina Gigante, seguendo alcuni criteri. Tra questi spiccano:

  • la costruzione della panchina da parte dei candidati con il solo ausilio di fondi privati e non pubblici
  • l’interesse paesaggistico del luogo dove sorgerà la panchina
  • la sicurezza della location
  • l’accessibilità al sito grazie a un mezzo di trasporto o, ancora meglio, a piedi per tutti, grandi e piccini
  • la manutenzione della panchina ad opera di coloro che l’hanno voluta

Chris e i suoi collaboratori esaminano con grande cura e severità la candidatura. Se questa viene accettata, il team della Big Bench Community Project propone il colore della panchina (tinta unita o bicolore). In questo modo, è possibile garantire una certa varietà e differenziazione tra un’opera e l’altra. Chi si appresta alla sua realizzazione viene invitato a fissare una data di inaugurazione, una volta terminati i lavori. In questo modo, Chris cercherà di presenziare alla cerimonia compatibilmente ai suoi impegni.

Quante sono le Panchine Giganti realizzate finora

Le Panchine Giganti costruite e censite fino ad oggi sono più di un centinaio: 335 per la precisione. Questo numero è la prova del successo riscosso dal progetto, che è diventato un ottimo esempio di turismo di prossimità e di valorizzazione del territorio.

Le Panchine Giganti rappresentano, infatti, delle attrazioni e delle mete di pellegrinaggio, quasi da collezionare anche grazie al rilascio di un passaporto, su cui è possibile ricevere un timbro di ciascuna panchina visitata. Puoi acquistare il passaporto al costo di € 6,00-7,00 e farlo timbrare nei bar, ristoranti, agriturismi e punti vendita convenzionati con il progetto.

passaporto Big Bench Community Project

In questo modo, i panchinisti potranno immergersi nella realtà locale che ospita ogni Big Bench e contribuire al benessere dell’intera comunità. Infatti, Chris Bangle e i suoi reinvestono il ricavato del passaporto e di tutto il merchanding firmato Big Bench Community Project in iniziative di pubblica utilità, in generale, di carattere artistico e destinate alle scuole.

Innescano così un circolo virtuoso, nonché una sorta di promozione circolare del territorio. In questo modo, borghi ed eccellenze enogastronomiche locali e non solo emergono dall’anonimato. Si possono far conoscere in primis dal pubblico italiano, a partire dagli abitanti del paese vicino fino a quelli dei comuni limitrofi.

Come ben sai, spesso e volentieri siamo spinti a scoprire luoghi lontani sia in termini geografici che culturali, trascurando tutto ciò che ci è vicino. Lo diamo erroneamente per scontato, già visto e conosciuto e, quindi, non meritevole della nostra attenzione e del nostro tempo.

Invece, il pellegrinaggio da una Panchina Gigante a un’altra ci invita a ribaltare la nostra prospettiva e a guardare con occhi nuovi tutto ciò che pensiamo di conoscere, ma che in realtà ignoriamo. Si tratta di un ritorno alle origini, all’autenticità, quando la natura ci stupiva di continuo e ci sembrava grande, immensa, mentre noi al suo cospetto ci sentivamo minuscoli, ma felici nel profondo.

Tutto ciò accadeva quando eravamo bambini e queste emozioni erano ancora più forti e travolgenti se condivise con i nostri amichetti. Perciò, se rispolveriamo il fanciullino di pascoliana memoria vivo in ognuno di noi e lo facciamo insieme ad altre persone, allora, sì, l’esperienza sulle Panchine Giganti è davvero completa e ha raggiunto il suo scopo.

Dove si trovano le Panchine Giganti: in Piemonte e oltre

panorama delle colline dalla Panchina Gigante blu n. 4 Clavesana

Come ho scritto nei paragrafi precedenti, il Big Bench Community Project parte da Clavesana dalla casa di Chris Bangle. Alla Panchina Gigante n. 1 se ne sono poi aggiunte altre tre, di cui due sempre a Clavesana, la gialla (Nr. 3) e la blu (Nr. 4).
La maggior parte delle Panchine Giganti si trova in Piemonte, soprattutto nelle Langhe ed è raggiungibile grazie a un breve sentiero sterrato per lo più in salita. Dalle location delle Big Bench puoi godere dall’alto di una vista mozzafiato su colline, montagne e borghi circostanti.

Nonostante il loro numero sia superiore nella regione di nascita del progetto, le Panchine Giganti hanno varcato i confini piemontesi. Infatti, con il passare del tempo e la crescita della popolarità dell’iniziativa, le candidature provenienti al di fuori del Piemonte si sono moltiplicate. Perciò, ad oggi trovi le Panchine Giganti in:

  • Valle d’Aosta
  • Liguria
  • Lombardia
  • Trentino
  • Veneto
  • Friuli-Venezia Giulia
  • Emilia-Romagna
  • Toscana
  • Lazio
  • Marche
  • Puglia
  • Basilicata
  • Campania
  • Sicilia
  • Spagna
  • Scozia
  • Galles
  • Polonia
  • Svezia

Ma il progetto non si ferma qui. Infatti, tante altre sono in costruzione in luoghi ancora inediti, come i Paesi Bassi.

Conclusioni sul Big Bench Community Project

A questo punto, non ci rimane che condividere le parole di Chris Bangle:

Speriamo di vedere costruite molte altre Grandi Panchine
per farci sentire di nuovo bambini quando ci arrampichiamo
su di esse e che nuovi visitatori arrivino in questa zona
per godersi la vista spettacolare del paesaggio.

L’augurio dell’ideatore del progetto si traduce in una nuova consapevolezza nei confronti dei luoghi vicini a casa. In particolare, questi sono ritornati alla ribalta grazie alle limitazioni alla libertà di movimento legate alla pandemia mondiale.

Cristina Bertolino seduta sulla Panchina Gigante verde smeraldo Neive n. 23
Panchina Gigante Verde Smeraldo Neive Nr. 23

Abbiamo imparato a rivalutarli, riscoprirli e viverli in modo autentico come mai prima. Inoltre, siamo stati costretti a rallentare i nostri ritmi di vita frenetici non solo al lavoro, ma anche nei momenti di svago. In questo periodo così difficile e drammatico, abbiamo fatto di necessità virtù, trasformando l’obbligo di non spostarci in una preziosa opportunità per il nostro territorio in una dimensione circoscritta.

Guarda caso, l’esperienza di un turismo locale, lento, alla portata di tutti e condiviso è il risultato di una grande capacità di visione da parte di un americano e di una svizzera (Catherine, la moglie di Chris Bangle), che si sentono entrambi italiani.

Forse per vedere del buono nel vicino
bisogna venire da lontano? Che cosa ne pensi?
Hai già visitato una o più Panchine Giganti e dove?
Che cosa hai provato ad ammirare il mondo a due metri d’altezza?
Raccontamelo nei commenti!

La storia è stata tratta sia dal sito del progetto Big Bench Community Project che dalle interviste rilasciate da Chris Bangle, tra cui: una a distanza e un breve intervento in occasione dell’inaugurazione di una Panchina Gigante.

Per la geolocalizzazione precisa delle Panchine Giganti, puoi utilizzare l’app tabUi, oltre a far riferimento al sito ufficiale del Big Bench Community Project.

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4 thoughts on “Panchine Giganti: una storia di valorizzazione del territorio a partire dal Piemonte

  1. La grande panchina di Passerano Marmorito è diventata meta piacevole dove passare delle ore con gli amici o i parenti che vengono a trovarci da fuori Torino. BELLISSIMA

    1. Cristina Bertolino says:

      Grazie mille del suggerimento, Melina! Non conoscevo questa Panchina Gigante. Me la segno: diventerà una meta futura per una delle mie prossime gite fuori porta!

    1. Cristina Bertolino says:

      Grazie mille del commento, Davide!

      Ho letto l’articolo che mi ha segnalato. È molto interessante, capisco il suo punto di vista e quello dell’autore del blog post, ma non lo condivido. L’idea del progetto delle Panchine Giganti permette di valorizzare, rendendo accessibili (anche manutenuti) e noti dei luoghi di grande bellezza paesaggistica, sia per le persone del posto, dei comuni limitrofi che per chi arriva da più lontano.

      Il tutto con ricadute economiche sul territorio, come quelle di strutture ricettive o locali convenzionati che diventano una tappa fissa per il timbro da apporre sul passaporto e di altri luoghi che vengono scoperti proprio grazie al pretesto della visita alle Panchine Giganti.

      A mio avviso, non possiamo attribuire a un progetto che ha un fine più che lodevole il comportamento delle persone: come per ogni iniziativa, anche la più “alta”, ci saranno sempre coloro a cui manca educazione, sensibilità e rispetto per godere della stessa.

      Se sono accecatə dalla ricerca spasmodica delle Panchine Giganti e non mi rendo conto che di fronte ho le colline delle Langhe oppure le splendide montagne delle Alpi Marittime o ancora il Mar Ligure, quindi tre territori completamente diversi tra di loro, è responsabilità mia che non mi educo alla bellezza oppure è colpa delle Panchine Giganti? Direi la prima opzione. Stesso discorso lo possiamo traslare su chi abbandona rifiuti e non solo nelle aree delle Panchine Giganti ma ovunque.

      Sempre dal mio punto di vista, ognunə di noi dovrebbe iniziare a farsi un esame di coscienza e a impegnarsi in primis ad assumere comportamenti corretti, che non inquinino, deturpino o addirittura distruggano quanto ci viene messo a disposizione dalla natura o grazie alla fatica, impegno, creatività e investimenti altrui.

      Vivremmo in un mondo migliore: più libero, pulito, rispettoso e sereno.

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