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Cos’è la Baìo di Sampeyre: significato, storia e componenti di una comunità in festa

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Uzuart, Ussaro, alla Baìo di Sampeyre
Uzuart

Baìo, Baìoo, Baìooo è il grido che parte da Sampeyre e dalle sue borgate fino a propagarsi come un’eco in tutta la Val Varaita e raggiungere anche chi, come me, abita in pianura. Il potere di questa parola è extraordinario: chiave, mantra, grido liberatorio, capace di risvegliare gli animi e popolare di anime una montagna spesso dimenticata e bistrattata.

Tale magia avviene ogni cinque anni (ad eccezione dell’edizione 2022, rimandata al 2023, dopo sei anni, per la situazione di emergenza sanitaria). Baìo evoca una tradizione antica, nonché una festa rituale con tanti elementi in comune col carnevale alpino, periodo in cui cade la sua celebrazione. Ma cosa significa Baìo? In che cosa consiste la Baìo di Sampeyre? E qual è la sua storia? Te lo racconto in questo articolo, continua a leggere e ripeti insieme a me: Baìo!

Baìo significato

Croce occitana

Innanzitutto, Baìo è una parola occitana, di cui è doverosa una piccola precisazione per capire di che cosa stiamo parlando. L’Occitania è una regione linguistica che comprende il Sud della Francia e molte valli cuneesi, tra cui la Valle Varaita, dove dall’epoca medievale si parlava e si parla tuttora, con le dovute evoluzioni e specificità locali, la lingua d’OC. Era l’idioma dei Papi di Avignone, ma anche quello dei trobadors o trovatori, cioè autori, menestrelli, cantastorie che celebravano l’amore cortese.

Occitania a parte, la Baìo corrisponde all’Abbadia che trae le sue origini da abbazia o badia, anche detta dei folli, degli stolti o della gioventù. Con tale termine, preso in prestito per goliardia dagli ordini monastici, si identificavano le associazioni giovanili tardo medievali, contraltare delle confraternite dei battuti e dei flagellanti.

Il loro scopo principale era organizzare le feste comunitarie, garantendo l’ordine pubblico e la sicurezza durante lo svolgimento, anche in qualità di associazioni di tipo paramilitare. Questi momenti seguivano regole ben precise e per lo più legati a ricorrenze religiose. Tra queste, ricordiamo le celebrazioni del santo patrono, la festa del Corpus Domini, le processioni, oltre all’accoglienza del nuovo parroco in occasione del suo ingresso in paese o del Vescovo in visita.

Baìo: la sacralità di un rito pagano incontra il cristianesimo e la laicità 

Copricapi partecipanti della Baìo di Sampeyre

Il legame col cristianesimo è più o meno evidente a seconda della località di riferimento nelle valli alpine, anche oltre il Cuneese. Ad esempio, la Baìo di Sampeyre ha una connotazione più laica, mentre in altri luoghi, come a Limone Piemonte, l’Abaiya prevede la processione religiosa con tanto di statua di San Secondo, il patrono. 

La componente cristiana, dove è prevalente, è in realtà il risultato della sovrapposizione al Carnevale arcaico, completamente diverso dal carnevale moderno e contemporaneo cittadino. Prima del Cristianesimo, la Baìo è infatti eredità pagana. Affonda le sue origini negli antichi riti propiziatori dei nuovi raccolti, per dare il benvenuto alla primavera, cioè ai mesi di luce dopo il buio di quelli invernali. 

Baìo di Sampeyre: Carnevale arcaico e rievocazione della cacciata dei Saraceni

Corteo della Baìo di Sampeyre

Il Carnevale si rivelò l’ancora di salvezza per la sopravvivenza della Baìo. Ciò accadde quando questa festa rischiò di scomparire per sempre, a causa del divieto di associarsi in abbadie, promulgato da Carlo Alberto nel 1834. Dopo questo provvedimento, le badie ancora in vita si limitarono ad accompagnare la statua del santo nel giorno della festa patronale.

Invece, a partire dal 1835, nel caso della Baìo di Sampeyre, affiorò l’aspetto carnevalesco, tant’è che la Baìo di quel periodo venne liquidata come una festa in maschera. Come tattica, al cospetto del potere centrale, si sfruttò infatti l’emergente popolarità dei carnevali cittadini. Questi ultimi però non avevano e non hanno nulla a che fare con il Carnevale pagano alpino, oltre a non avere la ritualità della Baìo. Per questo motivo, secondo gli abitanti di Sampeyre, associare la Baìo a un carnevale è un’offesa. Quindi, cos’altro è la Baìo?

Nel corso del tempo, la componente storico-militare si affermò con forza. La Baìo di Sampeyre infatti assunse sempre più la connotazione di rievocazione della cacciata dei Saraceni ad opera dei valligiani alpini oltre mille anni fa. Le cronache dell’Abbazia di Novalesa raccontavano proprio delle scorrerie saracene in Piemonte. Trattandosi però di un luogo a un centinaio di chilometri da Sampeyre, è tuttora difficile stabilire con certezza se nelle valli cuneesi, in modo particolare nella Val Varaita, si sia verificato questo scontro tra culture e religioni diverse.

Baìo Sampeyre: la festa della comunità 

Balli di gruppo alla Baìo di Sampeyre

Sacro (pagano e cristiano), profano, militare, storico: la Baìo è tutto questo e molto altro ancora, soprattutto a Sampeyre. I suoi valori fondanti sono: unione, armonia, pace e libertà. Tale evento è profondo attaccamento alle radici, orgogliosa manifestazione identitaria, pervasa da un forte senso di appartenenza comunitaria. Complice il valore patriottico assunto, col passare del tempo, dalla vittoria sul conquistatore straniero.

In un contesto così variegato, la Baìo è il nome attribuito sia all’evento in sé che al gruppo di partecipanti. Perciò, ripercorri insieme a me il rituale di questa festa collettiva a Sampeyre, quando si svolge e i suoi protagonisti: Baìo sia!

Baìo Sampeyre programma

Programma Baìo Sampeyre 2023

La Baìo di Sampeyre si celebra nelle due domeniche prima del carnevale, che quest’anno cadono rispettivamente il 5 e il 12 febbraio, e si conclude il giovedì grasso, 16 febbraio 2023. Così come già accaduto nel 2017, anche nel 2023 la Baìo di Becetto seguirà un programma indipendente rispetto a quello delle altre Baìo. Il motivo per il quale la Baìo di Becetto non può raggiungere il capoluogo risale al 1864 e si perde nelle pagine della storia.

La Baìo non può svolgersi senza la chiamata il giorno dell’Epifania, quando i giovani del paese si radunano per chiedere a gran voce ai due Abà (i capi dello Stato Maggiore) di indire la festa. Gli Abà hanno l’onore e l’onere (negli ultimi tempi più burocratico-amministrativo che economico, in quanto pagano ancora il cosiddetto pranzo rituale del sautisot, cioè del salsicciotto, per tutti i partecipanti ma non più tutte le spese organizzative) di rispondere in modo affermativo. In caso contrario, al di là del fatto di macchiarsi d’infamia, gli Abà vengono “bruciati”, non loro in prima persona per fortuna, ma un fantoccio che li rappresenta, e segue una nuova nomina.

Figuranti della Baìo di Sampeyre

La chiamata è un momento coinvolgente per tutta la popolazione, che si riversa per le strade di Sampeyre e delle vicine borgate, a ritmo di tamburi e fisarmoniche. A decretare l’inizio ufficiale degli ultimi preparativi in vista della Baìo, è l’esposizione delle bandiere dei vari cortei. A quel punto è fatta: non rimane che aspettare le sfilate e i balli. Questi ultimi vedono anche la partecipazione del pubblico dopo l’apertura delle danze da parte degli Abà con le rispettive consorti e degli altri membri dello Stato Maggiore della Baìo.

La prima domenica, la Baìo di Calchesio fa visita a quella di Sampeyre, mentre quelle di Villar e Rore presidiano il loro territorio. La seconda domenica tutte le quattro Baìe si riuniscono a Sampeyre. Gli Abà si incontrano,  incrociando le spade in segno di saluto e benvenuto. È un momento molto solenne, emozionante e partecipato non solo per i figuranti ma anche per tutta la comunità e gli spettatori. Il Giovedì Grasso ogni Badia inscena un processo contro i propri tesorieri, accusati di furto ai danni della comunità, con sentenze diverse a seconda del Baìo di appartenenza. La pena di morte è ancora in vigore solo a Villar.

Componenti Baìo Sampeyre

Secondo la tradizione, i figuranti della Baìo di Sampeyre, tutti di sesso maschile, sono più di 400, un centinaio per ogni borgata

  1. Sampeyre, anche detta Piasso (Capoluogo)
  2. Roure (Rore)
  3. Lou Chucheis (Calchesio)
  4. Lou Vilà (Villar)

Scopri insieme a me i componenti della Baìo di Sampeyre in ordine di uscita. Quasi tutti i figuranti della Baìo del Capoluogo, li ritroviamo anche nelle altre tre baìe con alcune differenze relative ai loro costumi.

  • I Cavalìe (cavalieri) solo nella Baìo di Piasso e Calchesio -> aprono la sfilata e rappresentano la cavalleria dell’esercito locale, pronta a respingere i Saraceni.
  • Le Sarazine, dopo i Cavalìe -> sono impersonati da bambini, il cui ruolo era quello di avvisare i valligiani delle mosse del nemico, sventolando fazzoletti bianchi. Con il pretesto della loro tenera età, potevano agire indisturbati in qualità di piccole sentinelle.
  • Le Segnurine (signorine) -> ragazzini che interpretano le fanciulle della comunità, libere di uscire di casa senza il timore di subire violenze da parte dei Saraceni.
  • I Tambourin (tamburini) -> in gruppo, scandiscono la sfilata al rullo di tamburi.
  • I Sapeur (zappatori) -> con folte barbe e armati di scure, tagliano i tronchi, che i nemici in fuga hanno disseminato  a mo’ di barriere per le strade.
  • I Grec (Greci) -> prigionieri dei Saraceni, sfilano fumando lunghe pipe e festeggiando la loro liberazione, avvenuta grazie alla vittoria dei valligiani.
  • Gli Escarlinìe (scampanellatori) -> compongono la fanteria dell’esercito e sono armati di pesanti mazze ferrate che, per l’occasione, sono rivestite da nastri e sonagli (escarlin).
  • Gli Espous (sposi) -> una coppia in abiti tradizionali, decorati a festa con nastri avanza speranzosa insieme prima dei notabili del paese.
  • I Signouri (signori) -> le persone più benestanti del paese possono finalmente passeggiare per strada, senza più essere taglieggiati dai Saraceni, a caccia di ricchezze.
  • I Sounadour (suonatori) -> suonano antiche musiche da ballo e sono il sottofondo musicale del corteo, coinvolgendo i partecipanti in danze durante la sfilata, in piazza e la sera nei locali del paese. 
  • Gli Alum -> lo Stato Maggiore della Baìo, la cui divisa evoca quella dell’esercito napoleonico. Ma chi sono gli Alum, cioè i dirigenti della Baìo? Continua a leggere per scoprirlo. 

I membri dello Stato Maggiore della Baìo e le loro guardie del corpo

Gli Alum, i comandanti dello Stato Maggiore della Baìo, sono:

  • il Segretari (segretario) -> con il libro che racchiude gli atti ufficiali.
  • il Tezourìe (tesoriere) -> con la borsa contente il tesoro della comunità.
  • I due Abà -> la massima carica della Baìo.
  • I due Portabandiero (portabandiera) con la bandiera della Baìo.
  • I due Tenent (tenenti) -> rivestono il primo grado dello Stato Maggiore.
  • L’Uzuart (ussaro) -> la guardia del corpo assegnata ad ogni Alum.

Gli stranieri: prigionieri e liberati nella Baìo

  • I Moru (Mori) e i Grec (Greci) -> i prigionieri dei Saraceni liberati dall’esercito valligiano. I primi presentano la faccia annerita e cavalcano asini 
  • I Turc (Turchi) -> i Saraceni, imprigionati e incatenati dai valligiani, procedono invece a piedi

Moru e Turc sono solo presenti nella Baìo di Sampeyre.

Altri personaggi

Senza un posto fisso nella sfilata ci sono:

  • i Cantinìe (cantinieri) -> gli addetti all’approvvigionamento di vino, senza il quale i partecipanti della Baìo non possono stare.
  • Gli Arlequin (Arlecchini) -> riconoscibili per gli abiti volutamente trasandati e per il cappello (stile borsalino) ormai informe, con appesi gusci di lumache e campanelli, si spostano di continuo per assicurare il tranquillo svolgimento della sfilata. Perciò, utilizzano code di scoiattolo, di volpe o topi finti a mo’ di spauracchio contro le eventuali scaramucce del pubblico.
Cantinìe, Cantienieri, alla Baìo di Sampeyre
Cantinìe vestiti di bianco con il cappello conico e l’immancabile fiasco di vino in mano

Conta, infatti, che gli spettatori possono prendere di mira i figuranti, sottraendo loro degli oggetti, per poi darsi alla fuga verso il bar o l’osteria più vicina. Se i ladri vengono acciuffati prima di varcare la soglia del locale, pagano da bere. In caso contrario, le vittime del furto dovranno offrire una bevuta in cambio l’oggetto sottratto. 

Tornando agli Arlecchini, sono i figuranti che più di tutti appartengono al Carnevale arcaico, evocando un’antica divinità protagonista dei riti propiziatori primaverili. A chiusura del corteo, il Viei (vecchio) e la Vieio (vecchia), la coppia di anziani che, malgrado la loro veneranda età, portano una culla con un finto neonato. Tutto ciò per rappresentare il passaggio dall’anno vecchio all’anno nuovo, dalla morte alla vita o rinascita.

Baìo visibile vs Baìo invisibile

I maggiori conoscitori della Baìo parlano di una Baìo visibile e di una Baìo invisibile. La Baìo visibile è lo spettacolo rappresentato le due domeniche prima del Giovedì Grasso e il Giovedì Grasso stesso. La Baìo invisibile è il lavoro delle famiglie e, in primis, delle sarte, ricamatrici e merlettaie, che svolgono un lavoro immane per realizzare gli splendidi abiti dei figuranti. Tra loro, tempo fa c’era anche Ombretta Audisio che ha realizzato dei merletti con crine di cavallo per le cuffie dei bambini e dei merletti in filo di lino per i colletti e i polsini degli abiti dei Cavalìe di Calchesio.

Finita la festa, le Baìe si sciolgono e i nastri vengono scuciti dal supporto dove erano fissati, per riporli distesi e senza pieghe, in modo tale che non si sgualciscano. A ogni edizione della Baìo, i nastri con le relative coccarde e roselline vengono ricuciti con grande pazienza e maestria. 

coppia di Uzuart, Ussari, di spalle alla Baìo di Sampeyre

Bindel: nastri, coccarde e roselline

I nastri o bindel costituiscono una tradizione di famiglia, un patrimonio da tramandare e da custodire gelosamente con cura, anche per il loro triplice valore:

  1. simbolico -> il bindel avvolgeva la candela benedetta e veniva regalato a un neonato
  2. estetico -> con i loro colori sgargianti (più scuri quelli dell’alta valle, più chiari quelli della bassa valle) e le minuziose lavorazioni di cui sono protagonisti, i nastri impreziosiscono dei piccoli capolavori artigianali
  3. economico -> essendo di seta, da sempre i bindel sono molto costosi, soprattutto per la difficoltà nel reperirli.

Dopo la progressiva scomparsa delle filande del Nord Italia, nel 1982 da Sampeyre partì un cospicuo ordine di bindel, indirizzato a una fabbrica di tessuti di St. Etienne, in Francia. E da allora quella azienda diventò il fornitore dei nastri della Baìo. 

Il ruolo delle donne

Uzuart, Ussari, ballano in cerchio con donne alla Baìo di Sampeyre

Se le donne rientrano nella Baìo invisibile, cioè nel dietro le quinte, queste cercano di prendersi la scena in occasione dei balli in piazza e degli scherzi giocati ai figuranti, a partire dalla provocazione del furto di oggetti. Inoltre, sono loro a chiedere la grazia a favore del tesoriere, accusato di furto. Sono però vestite in abiti contemporanei, non in costume.

La loro mancata partecipazione alle sfilate si collega all’interpretazione dei ruoli femminili da parte degli uomini in tempi antichi, consuetudine già in epoca greco-romana e anche nel teatro popolare. A questa tradizione, si aggiunge anche una cultura pastorale contadina, profondamente patriarcale. L’ilarità e la goliardia suscitata dal travestimento sono certo innegabili. Tuttavia, mi chiedo:

Non potrebbe avvenire la stessa cosa se fossero le donne a impersonare ruoli maschili in una inclusiva inversione delle parti, nel caso in cui le valligiane desiderassero prendere parte alla festa? In fondo, se alla Baìo, il cui nome è di genere femminile, è più bello parteciparvi che assistervi, e se il suo significato più profondo è l’affermazione identitaria di una vallata, la Baìo non è di tuttə ə suoə abitantə e di coloro che lì hanno le loro radici?

Io però non sono originaria di quei luoghi e i più direbbero che non posso capire davvero la Baìo, per quanto io abbia studiato, fatto ricerche e approfondito il tema. In fondo, sono solo una spettatrice che da quando è bambina si reca con la propria famiglia, quasi come in pellegrinaggio, a Sampeyre in occasione della Baìo. Quindi, non spetta certo a me esprimere giudizi. Tuttavia, pormi delle domande e indurre delle riflessioni è in parte il mio compito per stimolare un confronto (mi auguro rispettoso, costruttivo ed educato) con te che stai leggendo le mie parole. In fondo, il blog è anche questo: uno spazio civile di dialogo, di scambio di opinioni e di condivisione.

Il futuro della Baìo di Sampeyre

Membri della sfilata Baìo di Sampeyre

La Baìo è fortemente legata all’impegno di un’intera comunità: dai più piccoli ai più grandi. Sono proprio i bambini a giocare un ruolo fondamentale nella riproposta dell’evento. Rappresentano infatti i destinatari della tradizione, tramandata dagli adulti con fierezza e passione. Se questo passaggio di testimone continuerà ad avvenire, la Baìo godrà di vita propria, con un futuro di luci e di qualche ombra.

Al di là dell’inclusione femminile, già realtà nella Beò de Blins, cioè di Bellino, per mancanza di partecipanti, un altro tema da non sottovalutare è la cristallizzazione della festa. Complice la diffusione della fotografia, quell’estro creativo, che caratterizzava la Baìo di una volta, è andato man mano a perdersi. Tutto ciò a favore di una replica fedele dei costumi immortalati negli scatti a colori. Per tagliare corto, che sia meno creativa o più cristallizzata, l’importante è che la Baìo venga chiamata e si organizzi.

Nastri dell'Uzuart, Ussaro, alla Baio di Sampeyre

Essa rappresenta infatti una preziosa occasione di rilancio e di valorizzazione della Valle Varaita, dei suoi luoghi e della sua cultura. Dalla Baìo possono infatti scaturire tante iniziative non solo prima, durante e dopo il suo svolgimento, ma anche nel corso dell’anno e non esclusivamente dedicate a questo tema. Per l’interesse suscitato, la Baìo può fare perciò da volano per il territorio.

Dopo averne tanto parlato, ora veniamo a noi: conoscevi la Baìo? Hai già assistito a questo evento e sarai tra il pubblico dell’edizione di quest’anno? O magari vi hai partecipato o vi participerai come figurante? Raccontami un po’ la tua esperienza nei commenti: sono curiosa di leggerti!

Le informazioni contenute in questo blog post sono tratte dall’opera: Baìo – L’antico carnevale del Piemonte occitano di Edo Prando e dalla conferenza: La Baìo di Sampeyre. Conoscere e comprendere un rito millenario, durante la quale sono intervenuti l’Avvocato Giampiero Boschero & il regista e intellettuale Fredo Valla, figuranti come Uzuart nel corteo della Baìo. Di quest’ultimo, puoi ascoltare anche un podcast in occitano e in italiano che approfondisce l’argomento.

Le immagini all’interno dell’articolo sono degli scatti che ho realizzato durante la Baìo del 2017.

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2 thoughts on “Cos’è la Baìo di Sampeyre: significato, storia e componenti di una comunità in festa

    1. Cristina Bertolino says:

      Wow, grazie mille, Angela! Ne sono lusingata☺️ C’ero anch’io ieri a Sampeyre! Hai seguito anche tu il processo al Tesoriere? Io l’ho trovato esilarante. Molto toccante, invece, l’omaggio finale della Baìo di Piasso a Masino Anghilante, l’autore dell’inno della Baìo🤩

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